


Patologie trattate
La sezione è dedicata alla diagnosi e al trattamento specialistico delle principali patologie ginecologiche, gestite con approcci clinici e chirurgici avanzati.
Ogni intervento è eseguito secondo i più moderni standard di sicurezza e precisione, con l’obiettivo di garantire risultati efficaci e massima tutela della salute femminile.
Utero fibromatoso (miomi e fibromi uterini)
La fibromatosi uterina è una condizione molto comune caratterizzata da un ingrandimento dell’utero dovuto alla presenza di tumori benigni del tessuto muscolare liscio, chiamati miomi o fibromi.
In alcuni casi, l’aumento di volume dell’utero è dovuto a una ipertrofia diffusa del tessuto muscolare, senza la presenza di singole formazioni patologiche.
Cause
Le cause esatte non sono completamente comprese, ma si ritiene che siano influenzate da fattori genetici e ormonali.
In particolare, gli estrogeni favoriscono lo sviluppo e la crescita dei fibromi uterini.
Sintomi
I sintomi possono variare notevolmente da donna a donna, in base a dimensione, posizione e numero dei fibromi.
Alcune donne possono essere asintomatiche, mentre altre presentano:
-
Mestruazioni abbondanti e dolorose
-
Dolore o senso di peso pelvico
-
Aumento della frequenza urinaria
-
Dolore durante i rapporti sessuali
-
In casi rari, problemi di fertilità o complicanze in gravidanza
Diagnosi
La diagnosi si effettua tramite visita ginecologica ed ecografia pelvica transaddominale o transvaginale.
Per approfondire, possono essere utilizzati esami come la risonanza magnetica (RM) o la tomografia computerizzata (TC).
Complicanze
Sebbene i fibromi siano lesioni benigne, possono provocare dolore pelvico cronico, anemia da perdite mestruali abbondanti, problemi di fertilità e, durante la gravidanza, aborto spontaneo, parto prematuro o malposizione fetale.
Trattamento
Il trattamento dipende da sintomi, dimensione, posizione dei fibromi e desiderio di preservare la fertilità.
Le opzioni includono:
-
Monitoraggio periodico in assenza di sintomi importanti
-
Terapie farmacologiche (ormonoterapia) per controllare i sintomi
-
Embolizzazione delle arterie uterine per ridurre il flusso sanguigno ai fibromi
-
Interventi chirurgici, come:
-
Miomectomia → rimozione dei fibromi, preservando l’utero
-
Isterectomia → rimozione totale dell’utero nei casi più complessi
-
Le cause esatte non sono completamente comprese, ma si ritiene che siano influenzate da fattori genetici e ormonali.
In particolare, gli estrogeni favoriscono lo sviluppo e la crescita dei fibromi uterini.
I sintomi possono variare notevolmente da donna a donna, in base a dimensione, posizione e numero dei fibromi.
Alcune donne possono essere asintomatiche, mentre altre presentano:
-
Mestruazioni abbondanti e dolorose
-
Dolore o senso di peso pelvico
-
Aumento della frequenza urinaria
-
Dolore durante i rapporti sessuali
-
In casi rari, problemi di fertilità o complicanze in gravidanza
La diagnosi si effettua tramite visita ginecologica ed ecografia pelvica transaddominale o transvaginale.
Per approfondire, possono essere utilizzati esami come la risonanza magnetica (RM) o la tomografia computerizzata (TC).
Sebbene i fibromi siano lesioni benigne, possono provocare dolore pelvico cronico, anemia da perdite mestruali abbondanti, problemi di fertilità e, durante la gravidanza, aborto spontaneo, parto prematuro o malposizione fetale.
Il trattamento dipende da sintomi, dimensione, posizione dei fibromi e desiderio di preservare la fertilità.
Le opzioni includono:
-
Monitoraggio periodico in assenza di sintomi importanti
-
Terapie farmacologiche (ormonoterapia) per controllare i sintomi
-
Embolizzazione delle arterie uterine per ridurre il flusso sanguigno ai fibromi
-
Interventi chirurgici, come:
-
Miomectomia → rimozione dei fibromi, preservando l’utero
-
Isterectomia → rimozione totale dell’utero nei casi più complessi
-

Miomectomia
La miomectomia è un intervento chirurgico che prevede la rimozione dei fibromi uterini (miomi) mantenendo l’utero integro.
È una procedura indicata per il trattamento dei sintomi causati dai fibromi, come dolore pelvico, sanguinamenti abbondanti o problemi di fertilità.
Obiettivo dell’intervento
Scopo principale della miomectomia è eliminare i fibromi uterini preservando l’utero, una scelta fondamentale per le donne che desiderano mantenere la fertilità o evitare un’isterectomia.
Tuttavia, la procedura non è indicata in tutti i casi: la decisione deve essere sempre personalizzata e discussa con il ginecologo, in base a numero, dimensione e localizzazione dei fibromi.
Tecniche chirurgiche
La miomectomia può essere eseguita con diversi approcci chirurgici, in base alla situazione clinica:
-
Laparotomica → attraverso un’incisione trasversale o longitudinale della parete addominale.
-
Laparoscopica → mediante piccole incisioni addominali, utilizzando strumenti mini-invasivi.
-
Isteroscopica → per via vaginale ed endouterina, nei casi di miomi sottomucosi o polipi endometriali.
Fasi dell’intervento
Negli approcci laparotomico e laparoscopico, viene eseguita un’incisione sull’utero per asportare il mioma.
Successivamente, si procede a ricostruire la parete uterina con punti di sutura riassorbibili, in uno o più strati, per ripristinare completamente l’integrità anatomica dell’organo. Questa tecnica consente di trattare efficacemente i fibromi garantendo, quando possibile, la conservazione della funzione riproduttiva e un recupero post-operatorio più rapido nei casi eseguiti per via mini-invasiva.
Scopo principale della miomectomia è eliminare i fibromi uterini preservando l’utero, una scelta fondamentale per le donne che desiderano mantenere la fertilità o evitare un’isterectomia.
Tuttavia, la procedura non è indicata in tutti i casi: la decisione deve essere sempre personalizzata e discussa con il ginecologo, in base a numero, dimensione e localizzazione dei fibromi.
La miomectomia può essere eseguita con diversi approcci chirurgici, in base alla situazione clinica:
-
Laparotomica → attraverso un’incisione trasversale o longitudinale della parete addominale.
-
Laparoscopica → mediante piccole incisioni addominali, utilizzando strumenti mini-invasivi.
-
Isteroscopica → per via vaginale ed endouterina, nei casi di miomi sottomucosi o polipi endometriali.
Negli approcci laparotomico e laparoscopico, viene eseguita un’incisione sull’utero per asportare il mioma.
Successivamente, si procede a ricostruire la parete uterina con punti di sutura riassorbibili, in uno o più strati, per ripristinare completamente l’integrità anatomica dell’organo. Questa tecnica consente di trattare efficacemente i fibromi garantendo, quando possibile, la conservazione della funzione riproduttiva e un recupero post-operatorio più rapido nei casi eseguiti per via mini-invasiva.

Isterectomia
L’isterectomia è un intervento chirurgico che prevede la rimozione totale o parziale dell’utero.
Si tratta di una procedura comune, eseguita per patologie benigne o maligne dell’apparato genitale femminile, come fibromi, endometriosi severa, prolasso o tumori uterini.
Tipologie di isterectomia
A seconda dell’estensione della rimozione, l’intervento può essere di diversi tipi:
-
Isterectomia totale → rimozione dell’intero utero, inclusa la cervice uterina.
-
Isterectomia subtotale (o parziale) → rimozione del corpo dell’utero, preservando la cervice.
-
Isterectomia radicale → rimozione di utero, cervice, tube di Falloppio, parte della vagina e dei tessuti parauterini; indicata nel trattamento dei tumori maligni.
Approcci chirurgici
L’isterectomia può essere eseguita con diverse tecniche operatorie, scelte in base alle condizioni della paziente e alla patologia trattata:
-
Chirurgia laparotomica → accesso tramite incisione addominale trasversale o longitudinale (sotto o sopra l’ombelico).
-
Chirurgia laparoscopica → esecuzione dell’intervento con piccole incisioni e strumenti mini-invasivi dotati di telecamera.
-
Chirurgia robotica assistita → variante della laparoscopia che utilizza un sistema robotico di alta precisione.
-
Isterectomia vaginale → accesso all’utero attraverso la vagina, senza incisioni addominali.
Recupero post-operatorio
Il tempo di recupero varia in base al tipo di intervento e alle condizioni generali della paziente.
In media, sono necessarie alcune settimane per tornare alle normali attività, con tempi più brevi per le procedure mini-invasive.
Rischi e complicanze
Come per ogni intervento chirurgico, anche l’isterectomia comporta potenziali rischi, tra cui:
-
Sanguinamento o infezione
-
Danni a organi vicini (vescica, ureteri, intestino)
-
Formazione di aderenze o dolore pelvico post-operatorio
A seconda dell’estensione della rimozione, l’intervento può essere di diversi tipi:
-
Isterectomia totale → rimozione dell’intero utero, inclusa la cervice uterina.
-
Isterectomia subtotale (o parziale) → rimozione del corpo dell’utero, preservando la cervice.
-
Isterectomia radicale → rimozione di utero, cervice, tube di Falloppio, parte della vagina e dei tessuti parauterini; indicata nel trattamento dei tumori maligni.
L’isterectomia può essere eseguita con diverse tecniche operatorie, scelte in base alle condizioni della paziente e alla patologia trattata:
-
Chirurgia laparotomica → accesso tramite incisione addominale trasversale o longitudinale (sotto o sopra l’ombelico).
-
Chirurgia laparoscopica → esecuzione dell’intervento con piccole incisioni e strumenti mini-invasivi dotati di telecamera.
-
Chirurgia robotica assistita → variante della laparoscopia che utilizza un sistema robotico di alta precisione.
-
Isterectomia vaginale → accesso all’utero attraverso la vagina, senza incisioni addominali.
Il tempo di recupero varia in base al tipo di intervento e alle condizioni generali della paziente.
In media, sono necessarie alcune settimane per tornare alle normali attività, con tempi più brevi per le procedure mini-invasive.
Come per ogni intervento chirurgico, anche l’isterectomia comporta potenziali rischi, tra cui:
-
Sanguinamento o infezione
-
Danni a organi vicini (vescica, ureteri, intestino)
-
Formazione di aderenze o dolore pelvico post-operatorio
Patologie annessiali (della tuba e dell’ovaio)
La chirurgia della salpinge (tuba di Falloppio) e dell’ovaio rappresenta oggi, soprattutto con approccio laparoscopico, lo standard di trattamento per la maggior parte delle patologie benigne e, in casi selezionati, per alcune condizioni sospette o complesse.
Ruolo e importanza degli annessi uterini
Le tube di Falloppio e le ovaie sono strutture fondamentali per la funzione riproduttiva femminile, ma possono essere interessate da diverse condizioni patologiche, spesso di natura benigna, che richiedono un trattamento mirato.
Tra le principali patologie annessiali troviamo:
-
Cisti ovariche
-
Endometriomi (cisti da endometriosi)
-
Torsioni annessiali
-
Gravidanze extrauterine
-
Idrosalpingi e infezioni tubariche croniche
Approccio terapeutico
In un contesto di ginecologia moderna e personalizzata, la gestione delle patologie annessiali richiede un equilibrio tra efficacia chirurgica e conservazione della funzionalità riproduttiva.
L’obiettivo è adottare tecniche mini-invasive, come la laparoscopia, che permettono di intervenire in modo preciso e sicuro, riducendo al minimo il trauma chirurgico e garantendo un recupero rapido e risultati ottimali.
